Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), entra ufficialmente in vigore una delle misure più attese dai contribuenti italiani: la Rottamazione-quinquies.
La misura punta a favorire la riscossione dei crediti erariali e previdenziali, offrendo la possibilità di estinguere i debiti affidati all’Agente della Riscossione senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio. Tuttavia, il legislatore ha scelto questa volta la strada della selettività.
Questa quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali si presenta infatti con una struttura sensibilmente diversa rispetto alle precedenti edizioni, richiedendo un’analisi attenta da parte di professionisti e contribuenti.
Il perimetro applicativo: cosa rientra nella rottamazione cartelle
A differenza della “Quater”, la Rottamazione-quinquies non è una misura “omnibus”. Il campo d’azione è delimitato dai carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Ma la vera restrizione riguarda la natura del debito.
Ai sensi dell’articolo 1, comma 82 della Legge 199/2025, possono essere definiti solo:
- carichi erariali: derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali (comunicazioni di irregolarità o “avvisi bonari” ex artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/73 e artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/72).
- contributi previdenziali INPS: solo se derivanti dall’omesso versamento di somme regolarmente dichiarate dal contribuente.
- sanzioni amministrative: in particolare quelle per violazioni del Codice della Strada.
Le grandi esclusioni: una maglia “angusta”
La scelta politica è stata chiara: premiare chi ha dichiarato il debito ma non è riuscito a pagarlo, escludendo chi ha subito accertamenti.
Sono quindi esclusi:
- gli avvisi di accertamento o contestazione.
- atti di recupero di crediti d’imposta.
- debiti INAIL (sia per accertamento che per premi annuali).
- Casse di Previdenza Privata e tributi locali (IMU, TARI, bollo auto), a meno che l’ente locale non deliberi diversamente (facoltà ammessa ma non automatica).
- avvisi di liquidazione dell’imposta di registro su atti giudiziari o locazioni.
Il “divieto di transito” dalla Rottamazione-quater
Un punto di forte discussione riguarda il rapporto con la precedente definizione. La Legge 199/2025 stabilisce che la Rottamazione-quinquies non è accessibile a chi è in regola con i pagamenti della Rottamazione-quater al 30 settembre 2025.
Questa disposizione crea un paradosso: il contribuente “diligente” che ha onorato le rate della Quater rimane vincolato a un piano di massimo 18 rate, mentre chi è decaduto (o ha debiti nuovi) può accedere al nuovo piano, decisamente più lungo e flessibile.
Il piano di rientro: 54 rate in 9 anni
Il vero “punto di forza” della quinquies è la dilazione. Il debito residuo può essere ripartito in un massimo di 54 rate bimestrali, con un orizzonte temporale che si estende fino al 2035.
Calendario delle scadenze 2026
L’istanza di adesione deve essere inviata telematicamente entro il 30 aprile 2026.
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Rata |
Scadenza |
Note |
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Prima Rata / Unica soluzione |
31 Luglio 2026 |
Senza interessi |
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Seconda Rata |
30 Settembre 2026 |
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Terza Rata |
30 Novembre 2026 |
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Dal 1° agosto 2026, sulle rate successive alla prima, si applicherà un tasso di interesse annuo del 3%. Le scadenze dal 2027 in poi seguiranno una cadenza fissa bimestrale (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre).
Decadenza: regole più “morbide”
Un’importante novità, evidenziata dai principali portali di informazione fiscale, riguarda la tolleranza sui pagamenti. Mentre nella quater la perdita dei benefici scattava dopo soli 5 giorni di ritardo anche per una sola rata, nella Rottamazione-quinquies la decadenza si verifica solo in caso di:
- mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive.
- mancato pagamento dell’ultima rata del piano.
Questo margine di errore offre una maggiore serenità finanziaria alle imprese e alle famiglie, evitando che un intoppo momentaneo vanifichi l’intera procedura agevolativa.
Cosa fare ora?
Per evitare errori in una materia così tecnica, il primo passo fondamentale è l’acquisizione del Prospetto Informativo tramite l’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo documento elenca analiticamente quali carichi sono “rottamabili” secondo i nuovi, stringenti criteri della Legge 199/2025.
Per i professionisti, la sfida sarà mappare correttamente i debiti dei clienti, distinguendo tra ciò che è frutto di mero omesso versamento e ciò che deriva da attività accertativa, per evitare istanze che verrebbero inevitabilmente respinte.
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